Spesso l’idea di friggere con olio extravergine di oliva suona per alcuni come una stranezza e talvolta anche come uno spreco, soprattutto se si parla di olio di alta qualità. “Fa male”, “fa ingrassare”, “è pesante da digerire” sono le frasi più sentite ma non c’è niente di più falso e sbagliato, anzi, è tutto il contrario!
Perché friggere in olio extravergine di oliva fa bene?
Studi e ricerche hanno dimostrato che l’extravergine è l’olio più adatto per la frittura perché resiste meglio alle alte temperature in quanto ha un “punto di fumo” più alto rispetto ad altre tipologie di olio come ad esempio quello di semi che – a dispetto di quanto si possa pensare – non è in grado di sopportare bene le alte temperature senza essere dannoso per l’organismo.
Il punto di fumo dell’olio, infatti, è la temperatura massima che può raggiungere un olio prima di iniziare a bruciare e decomporsi, portando poi conseguentemente alla perdita di tutti i nutrienti e spesso al rilascio di sostanze tossiche come l’acroleina, una sostanza volatile, dall’odore pungente, nociva per il fegato e irritante per le mucose gastriche.
Inoltre, un altro elemento da tenere in considerazione è la natura della stabilità alle alte temperature. Molti oli sono resi stabili alle alte temperature attraverso modifiche fatte nei laboratori chimici, invece, l’extravergine è stabile in maniera del tutto naturale perché contiene una percentuale molto bassa di acidi grassi polinsaturi, cioè quelli che alle alte temperature sono più sensibili al danno ossidativo permettendo così di mantenere inalterate le proprietà benefiche e tutelare la salute dell’organismo.
Infine, al contrario di quel che si può pensare, friggere fa bene al nostro corpo innanzitutto perché il cibo fritto si cuoce molto in fretta e l’olio crea attorno ad esso una crosticina protettiva che permette di mantenere intatto il contenuto di vitamine, in più, il fritto sembra abbia un potere disintossicante. Come sostiene l’esperta di nutrizione funzionale Sara Farnetti in un intervista al Corriere della Sera: “L’olio caldo attiva il fegato, fa secernere più bile e di conseguenza velocizza il transito intestinale, portando via le tossine. Certo, non bisogna esagerare. Due fritture alla settimana sono perfette”.
Adesso che sappiamo che friggere con olio extravergine di oliva non fa male ma fa addirittura bene, vogliamo darvi qualche suggerimento per ottenere una perfetta frittura.
10 Consigli per una frittura perfetta:
- usare pentole strette e profonde o padelle non troppo larghe
- tagliare gli alimenti in modo uniforme per garantire gli stessi tempi di cottura
- asciugare bene gli alimenti prima di metterli nell’olio
- controllare che l’olio sia ben caldo prima di immergere il cibo
- immergere completamente gli alimenti nell’olio in quanto se viene usato poco olio e si cuoce tutto insieme, la temperatura scende anche fino a 150 gradi e gli alimenti tendono ad assorbire l’olio senza completare la cottura
- verificare che il grado di calore dell’olio non superi il punto di fumo (sarebbe meglio mantenersi al di sotto della temperatura massima prevista)
- aggiungere sale e spezie dopo la frittura
- asciugare gli alimenti con carta assorbente prima di mangiarli per togliere l’olio in eccesso
- usare più olio e friggere gli alimenti di volta in volta, scolando quelli pronti e mettendo nella padella quelli da cuocere
- cambiare olio tra una frittura e l’altra
Rispettiamo l’ambiente con piccoli gesti quotidiani
È bene ricordare che una volta terminata la nostra frittura non bisogna gettare l’olio nel lavandino o nel wc ma è necessario raccoglierlo, una volta raffreddato, in un recipiente e portarlo alle isole ecologiche per il rispetto e la salvaguardia dell’acqua e del nostro pianeta! Infatti, un litro di olio rende non potabile circa un milione di litri d’acqua, quantità sufficiente per il consumo di acqua di una persona per 14 anni.